ENERGIE RINNOVABILI ORA E' IL MOMENTO

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Le principali fonti rinnovabili di energia sono: idraulica, solare, eolica, geotermica, marina e da biomasse.

L’Unione Europea, negli ultimi anni, ha stabilito alcuni obiettivi da raggiungere che sono: la riduzione delle emissioni di gas serra del 20% rispetto ai valori del 1990, il 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili e l’aumento del 20% dell’efficienza energetica.

L’Italia è il quarto consumatore di energia in Europa dopo Germania, Francia e Regno Unito: la fonte primaria di produzione elettrica sono gli idrocarburi, che soddisfano per più di due quarti il fabbisogno nazionale nel nostro paese. Il resto proviene perlopiù da fonti rinnovabili e principalmente dal settore idroelettrico; gli incentivi degli ultimi anni, però, hanno portato le altre energie pulite a registrare un incremento nella diffusione in Italia: dal 2% del 2005 si è passati al quasi 10% del 2015.

Stando ai dati Istat, nel 2014, circa il 57% dell’energia elettrica veniva generata grazie ai combustibili fossili, mentre la produzione da fonti rinnovabili copriva il 29% del fabbisogno totale. Grazie agli eco-incentivi il settore della sostenibilità elettrica sta crescendo rapidamente: tanto per fare un esempio, nel mese di giugno 2016 il governo ha stanziato 10 miliardi di sussidi distribuiti nei prossimi 20 anni, concentrandoli principalmente su biomassa, eolico e fotovoltaico

Investimenti che si trovano in linea con la crescita registrata negli ultimi anni di cui accennavamo poco fa. Secondo i dati forniti da Terna, gestore della rete di trasmissione di energia elettrica in Italia, ci troviamo di fronte a uno sviluppo molto significativo: infatti, mentre il settore fotovoltaico nel ’91 rappresentava appena 0,1 milioni di KWh di energia prodotta, nel 2014 aveva raggiunto i 22.306,04 milioni di KWh, piazzando l’energia solare al secondo posto dopo l’idro-elettrica nella classifica delle rinnovabili in Italia: basti pensare all’impennata dei 1.905 milioni di Kwh prodotti nel 2009 e i quasi 11 milioni del 2010, con quantitativi più che raddoppiati nel 2014.

Anche le altre fonti di energia rinnovabile citate in precedenza hanno conosciuto, negli ultimi anni, una forte espansione: prendendo sempre in considerazione i dati forniti da Terna, si evince che nel 1991 la produzione totale di energia prodotta da fonti rinnovabili, raggiungeva i 45.613 milioni di KWh. Negli anni successivi è cresciuta a singhiozzo fino al 2007, per poi incrementare di anno in anno fino a raggiungere nel 2014 i 120.678,9 milioni di KWh.

Nonostante questi dati incoraggianti, anche sommando l’energia prodotta attraverso i combustibili tradizionali e le fonti rinnovabili, l’Italia non riesce ancora a soddisfare il proprio fabbisogno energetico: basti pensare che, nel 2011, siamo stati il primo paese al mondo per importazione netta di elettricità.

Il restante fabbisogno elettrico viene esaudito grazie all’acquisto di energia proveniente dall’estero (principalmente dalla Francia), e viene trasportata nel nostro paese attraverso elettrodotti, spesso di comproprietà dell’Enel. A questo devono aggiungersi anche consumi come quelli derivati dal trasporto marittimo, stradale e aereo, che dipendono dall’uso diretto degli idrocarburi, anch’essi provenienti dall’estero, per la maggior parte.

Per approfondire ulteriormente la situazione del nostro paese, si possono confrontare i dati sulla produzione con quelli della necessità specifica di ogni regione. Le regioni a produrre più energia di quanta ne consumano sono 8: Liguria, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Calabria, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia. Ad esempio, la Valle d’Aosta produce il 218,2% di energia in più rispetto alla sua necessità.

Per quanto riguarda le altre 12 regioni, purtroppo, continuano ad essere in deficit energetico. Ciò fa sì che l’Italia non riesca a rendersi indipendente dal punto di vista energetico: infatti, l’intera nazione ha bisogno di 310.535,2 GWh, mentre non riusciamo a produrre più di 266.818,8 GWh.

Ma se questa è la situazione in Italia, come si comportano gli altri stati europei?

Il risultato della Norvegia ha dell’incredibile: con fonti rinnovabili riesce a produrre il 109,6% di energia elettrica. La seguono a ruota l’Irlanda con il 97% e l’Austria con il 70%.

Particolare il dato che riguarda il Regno Unito, che raggiunge appena il 17,8%. In Italia, oggi, la percentuale di elettricità generata da fonti pulite si attesta al 33%, risultato che ci fa raggiungere gli obiettivi europei con 6 anni di anticipo e che, contro ogni aspettativa, ci porta più in alto nella classifica di paesi come Francia e Germania. Considerando però le fonti di energia rinnovabile di cui il nostro paese potrebbe disporre, soprattutto nei settori del fotovoltaico e dell’eolico, abbiamo sicuramente ulteriori margini di miglioramento.

Entro il 2030, si stima la situazione delle rinnovabili in Italia possa migliorare fino a raggiungere picchi compresi tra il 50 e il 75% del fabbisogno nazionale, ma fino ad allora bisognerà insistere nell’abbandono delle ormai obsolete fonti energetiche derivate dai carbon-fossili, per favorire tutte le alternative naturali che possono permetterci di usufruire di energia pulita.

Energia pulita che ci permetterà, speriamo, di raggiungere l’indipendenza energetica con pochissimo impatto a livello ambientale.

 

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